Dopo il super martedì tocca prendere atto dello scenario inedito di queste primarie. Tutti i commentatori, soprattutto quelli che ne sanno di politica americana, erano pronti a scommettere che Trump si sarebbe sgonfiato con l’inizio della battaglia quella vera, stato per stato, contea per contea, porta per porta. Così non è stato, tranne un ingannevole secondo posto in Iowa Trump, vince e convince.

Il super martedì ci consegna un Rubio azzoppato, ma ancora in gioco, che nonostante tutto resta l’unica reale speranza dei repubblicani di risalire la china e consegnare la candidatura a uno di “loro”.

In gioco resta anche Cruz, ma benché oggi sia secondo per numero di delegati, salvo mirabolanti scenari, non dovrebbe andare lontano. Finendo oscurato a “destra” da Trump, anche se Cruz è più di destra di Trump, e al centro da Rubio. Tenendo però a mente che in queste primarie tutto è possibile, compreso il duello quattro mesi fa impensabile Trump – Cruz.

Ora è molto provabile che per la fine del mese avremo il candidato repubblicano alle presidenziali. Il 15 marzo si vota in Florida, stato di cui Rubio è senatore, e in altri stati con una dote pesante in termini di delegati. Stati nei quali l’assegnazione dei delegati avviene non con il proporzionale, ma con il maggioritario e questo significa che ancora tutto può succedere. Il 15 però, si vota anche in Ohio, altro stato che assegna molti delegati, di cui Kasich è governatore. Rubio e Kasich potrebbero quindi azzopparsi a vicenda, consegnando la nomination a The Donald.

Altro possibile scenario, rimanendo tutti in partita compreso Kasich, che forse non lo è mai stato, si va alla convention di luglio senza avere un candidato che abbia raggiunto il numero necessario di delegati per avere la nomination, cosa che peraltro non è mai successa nella storia recente del GOP.

Per parte democratica, forse il risultato più rilevante è la mancata conquista da parte di Bernie Sanders del Massachusetts, uno stato molto liberal.

Qui la partita per fine mese si potrebbe addirittura chiudere. Hillary con le primarie del 15 marzo potrebbe già sfiorare il numero di delegati necessario per ottenere matematicamente  la nomination.

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