Il processo di decisione inter-governativo sul quale ancora oggi si fonda quest’Europa è la più miserabile “tirannia” dei potenti. La democrazia è “stuprata” da un processo di delegittimazione voluto scientemente dagli estensori del trattato. Le elezioni europee si decidono stato per stato, contendendosi i seggi su vicende interne, che nulla centrano con l’Europa. Questo perché nessuno ha mai voluto seriamente un’unione politica… non c’è una coalizione, un partito, un programma, una visione contrapposta, una destra e una sinistra. Sulle schede si trovano i simboli dei partiti nazionali, che spesso confluiscono in eterogenei gruppi parlamentari, mentre i presunti partiti europei sono delle entità piuttosto astratte.

Ma allora chi comanda? Non il parlamento! La commissione? più o meno, dopo gli ultimi allargamenti, con ben 28 commissari le cose sono un po’ cambiate… ci sono quelli con deleghe pesanti (pochi) che comandano, e quelli che non contano niente!

Ma allora chi comanda? Il perdurare dell’egemonia neoliberista in Europa, per intenderci quella che ha prodotto la crisi del sistema economico tradizionale, traghettandoci a forza in quest’era post-industriale. Dove comandano le banche d’affari e le lobby della finanza, quelli cioè che detengono i capitali e li muovo quasi esclusivamente sui mercati finanziari. In questo perverso gioco del capitalismo finanziario globalizzato che, garantisce a chi abbandona l’impresa e l’economia reale maggiori e più sicuri guadagni.

Ma allora chi comanda? è sempre più evidente il prevalere del nuovo nazionalismo economico tedesco, reso esplicito dal suo atteggiamento autoritario. Con il quale pretende di dettare, senza critica alcuna, le regole per tutti. È oramai noto che la Germania ha goduto più di tutti dei vantaggi introdotti dall’euro; il giochetto del cambio un euro = un marco, non era una cosa da poco, come diceva qualche sprovveduto.

Ma allora chi comanda? i dilemmi geopolitici che hanno perseguitato l’Europa nel passato sembrano essere oggi tornati sotto forma di un conflitto geo-economico tra creditori e debitori, cha ha già provocato più di 20 milioni di disoccupati, accresciuto le disuguaglianze e divaricato la società tra sempre più poveri e sempre più ricchi.

Ma allora chi comanda? scardinare l’ideologia del pensiero unico. Rimettere al centro la frattura centro–periferia. Un approccio nuovo, polemico, conflittuale con la Germania. Essa pretende di decidere le sorti e le pene di noi “peccatori” attraverso sconosciuti signori finlandesi o lussemburghesi (insulsi e mediocri).

Ma allora chi comanda? il movimento della storia dipende non tanto dalle condizioni materiali ed economiche tra gli uomini, che da sole non sono di perse sufficienti a spiegarla, ma dalla coscienza che gli stessi hanno delle proprie possibilità di azione.

Scaricare questa vomitevole governance inter-governativa. Restituire ai cittadini il potere di decidere chi li governa, come li governa e sulla base di quale programma. Diversamente quest’Europa non ha alcun senso.

PS: post con dedica a Manolis Glezos.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...