Renzi, a detta di molti analisti, sembra aver inaugurato una fase nuova per la sinistra italiana, caratterizzata dallo scontro frontale con i sindacati e dal perseguimento di un approccio neoliberismo sulle questioni del lavoro.

a guardar bene un predecessore di Renzi a Palazzo Chigi, anch’egli «di sinistra» anzi, il primo presidente del Consiglio «di sinistra» dell’Italia repubblicana, aveva già percorso questa strada!

Craxi, fu il primo leader della «sinistra» a scontrarsi apertamente con i sindacati. Così come allora, in questa stranezza tutta italiana, a guidare l’attacco ai diritti acquisiti dai lavoratori è una parte della «sinistra», nella persona di un presidente del Consiglio che fa dell’offensiva antisindacale e del decisionismo i caratteri fondamentali della sua azione di governo.

Tra i due leader, ci sono anche altri tratti comuni: le Leopolde di Renzi e i grandi congressi del PSI di Craxi, le cene di auto finanziamento e non solo…

Craxi ieri, come Renzi oggi, hanno saputo fare tesoro dei fallimenti e delle divisioni dilaniati dei loro partiti, imprimendo un cambio di rotta anche nei modi, supponenti e persino arroganti.

A Craxi andò male, molto male. A Renzi, staremo a vedere.

Nota – Renzi è il leader del principale partito del blocco socialista europeo. Craxi ne fu ideatore e fondatore. Ma di socialista, di sociale e di sinistra non vi è traccia in entrambi, a parte il gelato gratis!

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