Abasciur, come si scriverà abasciur? Sarà francese… che strane queste luci al contrario, pretendono d’illuminare il mondo a modo loro. A me l’abasciur ricorda delle donne e il loro strano modo di guardare il mondo. Donne che si divertivano a inseguire ombre. Accorgendosi sempre troppo tardi, forse, che le ombre che inseguivano erano le loro, e sì, se loro erano la luce, loro erano anche le ombre. Infatti, gli abasciur sono dotati del paralume per filtrare la luce, producono così una sola ombra, la loro. Eppure, per queste donne è sempre stato difficile capire che loro sono la luce, che proietta le ombre che inseguono. Sarebbe sufficiente collocare bene l’abasciur, per avere l’ombra che si desidera, senza dover affannarsi a rincorrere le sfumature date dal caso.

…L’abasciur, non ha bisogno di niente, è lui la luce nella notte, la sicurezza di chi dorme…
Le donne, dicevo… no, l’abasciur… anzi, le ombre, si, le ombre.
Le ombre di un abasciur sono belle, hanno un loro fascino, seguono le forme del paralume, si proiettano sui muri e se le guardi bene ti accorgi che sono ferme, immobili, immanenti, eppure, eppure si muovono, si allungano, se le guardi bene, se le fissi nel cuore della notte, se le scruti passo dopo passo, centimetro per centimetro, riflesso per riflesso, oscurità per oscurità, si muovono.
Ma, dove vanno a morire le ombre? Ogni volta che accendiamo la luce, ne nasce una e ogni volta che la spegniamo ne, muore una. Alcune hanno vita lunga, altre breve come un istante, eppure sono così uguali.
…Ombra sinuosa e oscura che non tradisci i passi incerti nella notte, riportami a letto…
Queste dannate ombre ci perseguitano, e ci ingannano, e ci illudono, e ci torturano… Ma, sarà poi così vero? Io le guardo e le seguo senza farmi troppe domande.
La vita è un’ombra, non ti angustiare.
Prendi te, la luce e crea le tue ombre, belle, brutte, lunghe, corte, rette, curve, a zig zag.
La vita è un’ombra non ti angustiare.
L’abasciur, le donne, le ombre… la felicità, già la felicità, dimenticavo. La felicità è come un gelato… no! La felicità in tutto questo non c’è… (è così triste sta storia dell’abasciur e delle ombre) la felicità la devi inventare, creare, proprio la dove non c’è, convinciti sei tu che la crei, non altri! Solo tu, forse…
Comunque, se stai cercando un senso a queste mie parole, probabilmente non lo troverai… perché bisogna essere folli per non doversi preoccupare di dare un senso a tutto e la felicità, la felicità è pura follia!

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